Chi sei? Come ti senti? Ti senti una persona felice? Sei serena o sereno? Ti trovi a tuo agio nei confronti di altre persone?
Queste sono solo una piccolissima parte delle domande che possono aiutare a capire qual'è l'immagine che abbiamo di noi stessi e se ci appaga.


Nel corso della mia vita, ma in particolare negli ultimi 10 anni, ho capito che l'immagine che avevo di me non corrispondeva alla realtà. Inoltre credevo di essere abbastanza vicino all'idea di uomo ideale che avevo nella mia testa.

In altre parole  ho scoperto di essere una persona molto diversa da quella che pensavo di aver costruito e molto lontana dall'ideale d'uomo che immaginavo.

Bel pasticcio.

Non me la sento di confidarti in dettaglio quale persona pensavo e quale persona ho scoperto di essere, perché una è ridicola e l'altra è inquietante.
Posso però provare a descrivere lo stato d'animo in cui mi trovo dopo queste "rivelazioni", come ci sono arrivato e cosa penso di fare nel futuro.

Da dove inizio? Dall'inizio? Troppo lungo. Faccio un riassunto? Potrei omettere particolari importanti.
Vado un po' a caso.

Non mi seguire, potresti annoiarti o potresti trovare nulla di interessante.

Domanda 1: in che modo ottieni gratificazioni? Come ti procuri il piacere? Intendo il piacere di tutti i giorni, le piccole soddisfazioni della vita, quelle che aiutano a tirare avanti anche quando hai dei momenti "mosci". Shopping? Un giro in moto? Yoga? Un programma in TV?

Domanda 2: in compagnia di altre persone generalmente provi piacere? Quando torni a casa dopo aver passato del tempo con altre persone, quali emozioni senti?

Non è necessario che mi rispondi :-) però prova a pensarci e a darti una risposta, a entrambe le domande.

Io ho capito che sto utilizzando i momenti di svago per tentare di aumentare l'autostima. Cerco di prendermi piccole vittorie ma importanti per il mio umore. Purtroppo però sono solo degli stratagemmi che mi impediscono di affrontare il vero problema, cioè appunto la mia autostima.
Come faccio a distinguere tra sano svago e morboso tentativo di recuperare un pochino di autostima?
Quando il desiderio di svago sfora nella frustrazione di non avere abbastanza tempo libero, quando lo svago diventa una serie di azioni compulsive che assorbono completamente le mie forze e la mia concentrazione.
Non c'è più nient'altro oltre me ed il mio svago. E quando è ora di smettere cosa succede? Frustrazione. Voglio continuare. Al dovere penserò dopo.

Ti sembra sano tutto ciò?

E in compagnia di altre persone come mi comporto? Quando torno a casa come mi sento?
Ansia da prestazione, desiderio di ricevere complimenti.
Il motivo è sempre il tentativo di aumentare la mia autostima. Se una persona ammira una mia caratteristica, apprezza un mio gesto, accetta una mia idea, difende un mio pensiero, ride ad una mia battuta, soffre con me per un mio problema, ecco che sono riuscito ad ottenere un po' di autostima.
Ogni volta però il prezzo da pagare, in termini di ansia da prestazione, aumenta sempre più. Ci sono persone che mi vogliono bene, ma loro sono "scontate", ho già la loro ammirazione, sono assuefatto. Ne voglio di più e la cerco altrove.
Il sesso c'entra poco, semmai anche quello potrebbe entrare in gioco nel tentativo di aumentare l'autostima.

Ti sembra sano tutto ciò?

Se hai risposto sì ad una delle ultime due domande allora anche tu hai un problema non da poco. Se hai risposto si ad entrambe allora io e te abbiamo lo stesso problema. Well come!

Che si fa? Andiamo a farci una pizza e lasciamo perdere tutta 'sta roba? Io l'ho già fatto troppe volte, lascia perdere, non è la strada giusta. È un boomerang, un elastico, un palloncino che si gonfia sempre di più.

Il primo passo è la consapevolezza di avere un problema.

Non so come tu abbia fatto a trovare questo articolo e come mai tu abbia deciso di arrivare fino a questo punto, hai già letto molto più di quello che mi sarei aspettato. In ogni caso se hai iniziato a sentire che nella tua vita qualcosa non va, se non riesci più a sentirti felice e senti poca fiducia in te, allora forse è giunto il momento di ammettere che hai un problema.
Ooooh, finalmente. Adesso si può cercare di fare qualcosa.

Se invece la tua vita ti soddisfa e sei una persona serena allora il tuo atterraggio su questo articolo è un vero mistero. Hai tutta la mia ammirazione per aver trovato un equilibrio, non invidia, quella è una brutta bestia, sincera ammirazione. Se hai ancora tempo e voglia continua a leggere, magari c'è qualcosa di interessante.

Torniamo a noi che abbiamo un problema. Mi scuserai se ricomincio a scrivere al singolare, ma è meglio che io non usi lo stratagemma del 'mal comune mezzo gaudio'. Ho un problema e lo voglio affrontare, ma senza lo 'sconto' farlocco di pensare che almeno non sono l'unico.

Il problema della scarsa qualità del mio svago e del deterioramento del mio benessere nei rapporti con gli altri è solo il sintomo di un problema di autostima.
Questo è il vero problema.

Cosa mi ha fatto diminuire progressivamente il livello di autostima?
L'altrettanto progressiva scoperta di non essere quel gran pezzo d'uomo che pensavo. La bellezza non c'entra, per fortuna non ho mai pensato di essere bello.

E così mi ritrovo un ammasso di cocci in mano, un ideale di uomo schizzato lontano anni luce da qui e solo qualche brandello di autostima.
Sai cosa sono quei cocci, vero? Sì, l'immagine che avevo di me, tanti piccoli cocci tra le mani. Anche se provassi a riattaccarli insieme nella migliore delle ipotesi mi troverei con una statuina piena di crepe incollate al meglio. Sempre che io sia riuscito a trovare tutti i pezzi. E quanto tempo avrei impiegato per incollare insieme quella porcheria?
Meglio disfarsene quindi, per avere le mani libere.
Tutto questo vuol forse dire che devo dare un calcio a ciò che fu e ricominciare? Costruire da capo la mia immagine? Brutte parole, bruttissime. Non c'è nulla da costruire, ma tutto da scoprire. Questa probabilmente è la strada da percorrere.

Guardare dentro di me, senza emozioni, senza falsi moralismi, osservare cosa c'è lì dentro e iniziare a mettere un po' in ordine. Forse è una stanza un po' polverosa, sicuramente c'è molta sporcizia, tante cose da buttare, così da fare spazio a cose più belle.

Che belle parole, clap clap clap. Un applauso.

E se dopo aver fatto pulizia, aver buttato il marcio e il brutto, la stanza fosse vuota? Riuscirei ad affrontare la delusione di aver trascorso tutti questi anni senza aver nulla di buono da conservare?
Non è che magari, anche con molta fatica e anche se il risultato non fosse proprio dei migliori, tutto sommato, una statuina malridotta sia meglio di una bella stanza pulita, arieggiata e pronta a ricevere tante belle cose, ma vuota?

Ai posteri l'ardua sentenza.

Per il momento non ho la risposta, mi spiace.

Se arriverò ad una scelta tornerò a completare questi appunti, per adesso ti lascio con un buona fortuna per la tua strada.

Consigli di Google

Link disconnessi

Alexandria Book Library

abook-button-blue

Backup MX

BackupMX

Cerca nel sito

Scegli un argomento