La pasqua è passata e, come per tutte queste festività, si è trascorsa la maggior parte del tempo a epuleggiare.
Sembra ormai che non ci si possa più sottrarre a questa sorta di rito che ha radici e significati antichissimi!
Nonostante procurarsi il cibo non sia più un problema, nonostante non sia più simbolo di ricchezza, ci troviamo (anzi siamo quasi obbligati) a

celebrare le feste epuleggiando!
Chissà se mai un giorno ci si potrà incontrare per fare due chiacchiere senza necessariamente dover mangiare qualcosa?

P.S.: L'intento di queste poche righe era quello di riflettere insieme su un aspetto della nostra società che ha radici antichissime e che non riusciamo a separare dal semplice incontrarsi per fare due chiacchiere. Ho approfittato però di questo argomento per tentare di rendere "giustizia" ad una questione curiosa (scoperta per caso durante un "pellegrinaggio" su internet): il termine epuleggiare sembra essere una sorta di neologismo con radici antiche, proposto da Guido Vetere , ma che attualmente non è presente tra i fiumi di parole che indicizza Google.
La definizione di epuleggiare proposta appunto da Guido Vetere è la seguente: "Dedicarsi alla crapula senza ritegno o rimorsi".
Epuleggiare deriva da epulone: persona eccessivamente incline ai piaceri della tavola; a sua volta deriva da Epuloni, antichi sacerdoti romani addetti ai banchetti (da èpulum, banchetto).
Interessante no? Beh, magari un giorno comparirà tra i termini del vocabolario...

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