Veronesi: Fa più male la polenta dello smog, meglio gli OGM - pagina2

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Un altro aspetto riguarda la produzione di semi OGM. Da sempre l'uomo ha tramandato le specie vegetali che è riuscito a selezionare ereditando i semi di generazione in generazione. Questa operazione è a costo zero ed è molto redditizia, basta sacrificare una piccola parte del raccolto di quest'anno per assicurarsi il raccolto dell'anno successivo. Il Decreto del Presidente della Repubblica n. 322 del 9 maggio 2001 rende impossibile la cessione anche gratuita di semi non registrati; mentre il trattato UPOV91 (l'UPOV è un'organizzazione intergovernativa, con sede a Ginevra, fondata nel 1961 in occasione della Convenzione Internazionale di Parigi per la protezione delle nuove varietà di piante) va contro il diritto di risemina dell'agricoltore, cioè la possibilità dell'azienda agricola di riseminare, utilizzando semi del raccolto precedente. Da questo obbligo sono esclusi gli agricoltori che non coltivano cereali su una superficie maggiore di quella necessaria per produrre 92 tonn. di cereali, tutti gli atri devono pagare i diritti alla ditta produttrice dei semi.

Tutto questo sta spianando la strada all'egemonia delle grandi multinazionali della chimica.
Anche perchè, con l'introduzione in coltivazione delle varietà OGM si apre il rischio della impollinazione spontanea da parte di queste sulle varietà contadine che a quel punto, ibridandosi con le varietà OGM che sono brevettate, diventerebbero automaticamente di proprietà della ditta sementiera che detiene il brevetto e quindi i loro semi non potrebbero essere più riseminati.

Nell'intento di indorare la velenosa pillola ci dicono che gli OGM serviranno a ridurre il problema della fame nel mondo, ma come potrebbero quelle nazioni cosiddette povere sobbarcarsi il costo delle sementi che una volta erano gratis? E soprattutto una volta acquistati i semi non saranno libere di riseminarli senza averne pagato i diritti ai proprietari dei brevetti dei semi.

Ritornando su un tema preso in causa da Veronesi è doveroso parlare di aflatossine. Sono delle micotossine prodotte da muffe quali Aspergillus, Penicillium e Fusarium che favorite dall'umidità possono svilupparsi in ognuna delle varie fasi, dalla coltivazione allo stoccaggio nei silos, alla trasformazione fino alla conservazione degli alimenti, soprattutto quelli di origine vegetale. Soprattutto nel mais la contaminazione avviene per mezzo di un insetto, la piralide, che aprendo un varco nelle pannocchie facilita l'infiltrazione di muffe e batteri. Le informazioni sui sintomi da intossicazione da parte dell'uomo sono molto scarse e si trovano ampie descrizioni per i sintomi accusati dagli animali che ingeriscono aflatossine con gli alimenti (vomito, dolori addominali, edema polmonare, convulsioni, coma e morte con edema cerebrale, complicazioni a livello epatico, renale e cardiaco). Purtroppo non ho trovato nessun documento o statistica ufficiale in cui venga menzionato il numero annuale di morti di cancro al fegato dovuti all'ingestione di aflatossine. Gli OGM promettono di essere più resistenti alla piralide, ma non del tutto. Quindi l'inconveniente sarebbe quello di far mutare la piralide in una specie più resistente. Comunque il mais OGM non mette al riparo dalla formazione di aflatossine nella fase di stoccaggio nei silos.

Per ora in Italia non è possibile coltivare OGM a cielo aperto, ma solo in laboratori chiusi e protetti. A pubblicizzarli abbiamo anche Tullio Regge il quale sostiene che la legge italiana deve cedere alla produzione degli OGM, e che si sente discriminato dal fatto di non potere scegliere di mangiare OGM o meno. Il fatto è che non è possibile avere entrambe le coltivazioni, perchè qualora ci sarà la possibilità in Italia di coltivare specie geneticamente modificate non ci sarà più spazio per le specie tradizionali, in quanto l'impollinazione le contaminerà.
Anche se negli U.S.A. è già diffusa da almeno 10 anni la coltivazione degli OGM, non è possibile portare questo Stato ad esempio, come se fossero "il popolo" che scoppia di salute, non ci sono statistiche che evidenziano miglioramenti dello stato di salute della popolazione o evidenti diminuzioni dell'insorgenza del cancro.
A questo punto viene da dire che l'unico beneficio introdotto dall'utilizzo degli ogm è nel fatturato e nell'egemonia delle industrie chimiche e di tutte quelle multinazionali che gli ruotano intorno. Le industrie chimiche avranno il potere sulle coltivazioni e il Dio denaro andrà al di sopra di ogni effetto negativo per la salute.